19 giugno 2014

A te che condividi senza leggere

Qualche giorno fa ho pubblicato un post in cui riportavo la lettera di un corrotto pentito che decideva di costituirsi. In poche ore è divenuto virale sul web, scalando la classifica dei pezzi più letti di questo blog. Non era certamente questo l’obiettivo, né ovviamente c’era alcun politico o faccendiere pronto a collaborare con la giustizia. Questi loschi individui tacciono anche quando li portano dentro, applicano il silenzio ancor meglio della mafia.



Ho voluto utilizzare per una volta il web nel suo aspetto più distorto: quello di chi condivide senza leggere sui social network, di chi si scaglia contro tutto e tutti senza sapere e senza verificare quanto gli viene detto. Ci sono riuscito dato che ho raggiunto un’ampia platea. Chi ha letto attentamente la lettera ha capito subito che si trattava di una bufala che ho lanciato volutamente, per catturare l’attenzione di chi non sarebbe mai arrivato sul mio blog senza una condivisione a catena come quella che si è instaurata. Il messaggio del post, in realtà, era scritto fra le righe e anticipa quanto avrei voluto scrivere nell’intervento odierno.

Il nostro amico pentito si limitava a dire quello che gran parte della classe politica, nel suo intimo, pensa sulla strafottenza dei più alla Cosa Pubblica, disinteresse scientificamente incanalato dal pensiero dominante attraverso i media. E’ questo l’humus in cui si è diffuso il malaffare: distrazioni di massa, informazione asservita e ignoranza diffusa. «Dove eravate quando si colava cemento in ogni dove? – chiede il reo confesso immaginario - Ogni gara d’appalto era taroccata e fioccavano centinaia di migliaia di euro di tangenti che ci facevano arricchire. Perché avete pensato per anni solo alle cazzate come il calcio, i reality show e tutte le stronzate che fate ogni giorno? Perché non avete fatto i cittadini sempre, informandovi e chiedendo le dimissioni di chi sbaglia? Potevate evitare tutto questo, siete la maggioranza ma avete sempre curato il vostro orticello, fregandovene degli altri».

L’atto di fiducia acritico dato al mio post è paritetico, quanto meno nella forma, alla legittimazione che avete dato per anni al sistema quando l’andazzo generale era positivo. Avevate il vostro stipendiuccio, tutto sommato le vostre passioni erano praticabili ed il clima intorno a voi era meno teso. Siamo tutti corresponsabili, attivi o passivi, di quanto è accaduto negli ultimi decenni. La classe politica e imprenditoriale che ha guidato il Paese ha rappresentato esattamente ciò che noi eravamo. Adesso che ci siamo resi conto dell’insostenibilità della situazione, però, siamo chiamati ad alzare il livello dell’attenzione affinchè tutto ciò non possa accadere mai più. Per questo, prima di appoggiare qualcosa o qualcuno, pensateci su almeno un attimo in più. Dietro al post-bufala c’era un misero cantore del web mentre nelle continue ingiustizie quotidiane si annidano, il più delle volte, dei maledetti figli di puttana senza scrupoli.
  
Blog Davide Marciano

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