1 gennaio 2014

Grillo e Berlusconi: i due fronti della guerra a Napolitano

Un tempo le chiamavano “convergenze parallele” oggi è semplicemente la comunanza di obiettivi tra due soggetti politici diversi che più diversi non si può: Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Entrambi, disuniti su tutto, sono compatti nel volere le dimissioni di Napolitano. Certo, i motivi sono praticamente incompatibili. Il partito di Berlusconi vuole la testa di Napolitano perché non è stato sufficientemente dalla parte di Silvio; il Movimento di Grillo vuole la testa di Napolitano proprio perché è stato troppo dalla parte di Silvio o, per meglio dire, del sistema.
Nella fattispecie, Forza Italia rimprovera al Capo dello Stato di non aver concesso la grazia “motu proprio” al suo leader, mentre il M5s gli rimprovera il suo incessante lavoro a favore della “casta”, o per meglio dire dei partiti di Governo. Impegno, questo, che ha avuto le sue più alte espressioni nell’esclusione delle opposizioni dall’incontro per decidere della legge elettorale ma anche nelle tante critiche esplicite ai pentastellati.
Certamente, Grillo è più creativo di Berlusconi. Il leader-comico genovese ha annunciato, per il 31 dicembre alle ore 20.30, un’iniziativa speciale. Mentre Napolitano intratterrà gli italiani alle (prese con il cenone) con il classico discorso di fine anno, Grillo intratterrà gli stessi italiani con un suo discorso di fine anno, ma sul web, in streaming. Una trovata geniale, perché pubblicizza in modo simpatico un’azione politica e toglie visibilità all’avversario: è lecito immaginare che non poche persone spegneranno la televisione e andranno sul sito del leader pentastellato.
Una protesta assai più ordinaria sarà quella di Forza Italia, di certo non abituata alle capriole “cross-mediali”. Il primo partito del centrodestra, semplicemente, ha lanciato un hashtag per boicottare il discorso di Napolitano. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di togliere visibilità al Capo dello Stato e pubblicizzare un’azione politica di protesta. Certo è che il forzista “spegni Giorgio e usa il tricolore” non possiede quel mordente necessario a contrastare l’invettiva, assai più coinvolgente, di Grillo.
D’altronde, in questa battaglia, è proprio il Movimento 5 Stelle a guidare – seppur non intenzionalmente – gli altri soggetti. Si può affermare che i pentastellati siano partiti per primi e che tutti gli altri ora inseguono, giusto per farsi vedere al traguardo. Ricordiamo che, come sottolineato nel blog di Grillo, il M5s presenterà a Gennaio una regolare richiesta di impeachment, alla quale si aggregheranno, probabilmente, Forza Italia e Lega, in quello che sarà una sorta di “coalizione pro-tempore” che porgerà il fianco alle critiche strumentali del Pd.
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