13 dicembre 2013

San Giovanni Rotondo protesta aumenti Tares Il Comune: «fondo, rateizzazione e premialità»

Sit in dei commercianti di San Giovanni Rotondo, questa mattina, a Palazzo di Città. Al centro della protesta le "cartelle" della Tares (Tributi comunale sui rifiuti e sui servizi). Gli aumenti hanno, in alcuni casi, superato il 300 per cento. Ed hanno riguardato in special modo bar, ristoranti e piccole attività commerciali.

Il "confronto" tra rappresentanti dei commercianti e Amministrazione comunale è partito qualche giorno fa, in occasione di un incontro promosso dalla Confcommercio durante il quale i rappresentanti del governo cittadino hanno dovuto affrontare il dissenso degli operatori commerciali. 

Stamattina, una quarantina di negozianti e titolari di bar, si sono dati appuntamento a Palazzo di Città. Dopo qualche minuto di attesa sono stati ricevuti, tutti, da alcuni rappresentanti della maggioranza, compreso Luigi Pompilio. Il sindaco ha esternato la soluzione studiata dal Comune per andare incontro alle richieste di chi, da qualche giorno, aveva iniziato la protesta: «costituiremo un fondo di solidarietà che sarà utilizzato per alleviare, tra qualche mese, i soggetti che in questo momento hanno subito maggiormente l'aumento dell'imposta Tares unitamente ad una rateizzazione della somma» ha detto Pompilio. La frammentazione della bolletta da pagare è pari a sei mensilità: dal 31 dicembre 2013 al 31 maggio 2014. 

Il fondo di solidarietà pensato dall'Amministrazione sarà rimpinguato dagli introiti provenienti dalla premialità del mantenimento del patto di stabilità del Comune che, in soldoni, dovrebbero corrispondere a circa 200mila euro. Altri 200mila euro saranno messi a disposizione direttamente dal Bilancio comunale. O meglio, per far partire l'ormai "famosa" raccolta differenziata il Comune ha dovuto supportare l'acquisto delle pattumelle nelle quali collocare la monnezza differenziata prodotta dalle abitazioni civili e dalle attività commerciali, per un importo che si aggira ai 200mila euro (la stessa somma della premialità per non aver sforato il patto di stabilità). Esborso che non dovrà più essere conteggiato nei conti comunali dell'anno venturo dunque disponibile per la Tares. 

In totale si accantonerebbero 400mila euro nel fondo di solidarietà

Ma chi potrà attingere al fondo? Solo coloro avranno pagato il balzello o nella modalità dell'unica soluzione (scadenza 16 dicembre) o coloro che pagheranno le sei rate frutto della rateizzazione. Resteranno esclusi dal fondo i "cattivi pagatori", quelli che non pagheranno. 

La proposta dell'Amministrazione comunale è stata integrata anche dal fatto che non ci saranno interessi di mora o sanzioni accessorie per chi non riesce a pagare entro i tempi stabiliti. 

A tutto questo, se dovesse realmente partire quindi fare numeri, si potrebbero aggiungere i soldi che arriveranno dalla raccolta differenziata. In tal caso la premialità sarà suddivisa al 50 per cento tra le abitazioni civili e le attività produttive. 

Una ulteriore integrazione proposta dai commercianti presenti a Palazzo di Città è legata alla introduzione della "tassa di soggiorno", un euro per ogni turista/pellegrino. Il nuovo tributo proposto dai negozianti però dovrebbe essere completamente vincolato ai costi di raccolta e smaltimento rifiuti. Sulla "tassa di soggiorno" i commercianti hanno, immediatamente, trovato l'ostacolo degli albergatori. Categoria, quest'ultima, che ha aperto un contenzioso con il Comune inerente alle tariffe applicate per il calcolo della Tares. In tale disputa ballano 1 milione e 200mila euro

Intanto dal 1 gennaio ci sarà l'introduzione dell'Ecotassa per il mancato raggiungimento percentuale (nella città di san Pio è fermo al 14 per cento) di rifiuti differenziati indicato dalla Regione.

Michele Gemma
ilfattodelgargano.it

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