28 novembre 2013

"Pittelliani"? Si, ma fino a un certo punto

L'europarlamentare Pittella dice di appoggiare Renzi. I "pittelliani" garganici lo "snobbano" e si schierano con Cuperlo. Intanto, in Capitanata è arrivato il capolista cuperliano Massimo D'Alema. Terzo in lista il sangiovannese Mangiacotti, dopo Iaia Calvio


"Pittelliani"? Si, ma fino a un certo punto. Due settimane fa l'europarlamentare Gianni Pittella, candidato alla segreteria nazionale del Pd, aveva racimolato in Capitanata oltre 600 preferenze, risultando quarto nella classifica provinciale e in quella nazionale. Pittella, aveva ottenuto 240 voti (staccando brutalmente gli altri partecipanti, Renzi, risulato secondo, aveva ottenuto 38 voti) nella sola San Giovanni Rotondo, dove a sostegno della sua candidatura, si era schierata la totalità, o quasi, della nuova segreteria cittadina venuta fuori dal congresso locale di fine ottobre che ha proclamato segretario Matteo Masciale.

Giorni addietro, lo stesso vice presidente del Parlamento europeo, dopo essere stato fatto fuori dalla corsa per le primarie dell'8 dicembre, aveva chiaramente esternato il proprio appoggio alla causa "renziana", ovvero il suo bagaglio di voti (il 6 per cento su scala nazionale) è destinato al sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

La direttiva di Pittella non è stata, però, seguita dai "pittelliani" di Capitanata, di certo non da quelli di San Giovanni Rotondo. È notizia di stamattina (28 novembre) che l'ex segretario sezionale del centro garganico, Salvatore Mangiacotti, forte sostenitore di Pittella ed elemento fondamentale per la elezione di Masciale, è nella lista di Gianni Cuperlo. È chiaro che non tutti i "pittelliani" di Capitanata seguiranno Pittella nella sua battaglia "renziana".
Mangiacotti, da sempre vicino alle posizioni dell'onorevole Michele Bordo e dell'ex segretario provinciale Paolo Campo, ha ottenuto un piazzamento in lista (dalla quale verranno fuori i numeri e i nomi da assegnare a ciascun candidato per la direzione nazionale del Partito) di tutto rispetto: terzo. Dopo Massimo D'Alema, l'ex presidente del Consiglio dei Ministri che ha accettato "l'invito" di Bordo di capeggiare la lista di Cuperlo in provincia di Foggia, e dopo il sindaco di Ortanova, Iaia Calvio. Considerato che alla Capitanata spettano un totale di nove delegati nazionali Mangiacotti, avendo "disobbedito" alla linea indicata da Pittella (appoggiare Renzi) potrebbe avere buone chance per arrivare ad essere uno dei mille dirigenti italiani che andranno a comporre la assemblea nazionale del Partito Democratico. L'organo, convocato ordinariamente una volta ogni sei mesi, che esprime indirizzi sulla politica del partito attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno e risoluzioni.

Con l'ormai esplicito appoggio dei "pittelliani", i "cuperliani" (quindi i Bordo e Campo) dovrebbero avere vita facile per riprendersi la leadership provinciale che i "civattiani" (i seguaci dell'altro candidato alla segretria nazionale Pippo Civati) gli avevano scippato due settimane fa in occasione della votazione per la Convenzione Democratica.
Michele Gemma
ilfattodelgargano.it

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