17 novembre 2013

Discriminazione territoriale” una ipocrisia Italiana, lasciateli cantare…

Non capisco! Le curve degli stadi vengono chiuse perché gli ultras esprimono concetti di “discriminazione territoriale“. Taluni partiti che hanno basato la propria ascesa politica sulla “discriminazione territoriale” sono presenti nelle Istituzioni. 
La Lega Nord. Da anni il partito della secessione rastrella voti mettendo al centro del suo programma politico-elettorale la “discriminazione territoriale”e nessuno si permette di proporre la chiusura di una sola sede delle camice verdi. Per contro, se una parte di una qualche tifoseria, del Nord o del Sud, si permette di stornellare una sola frase che sottolinea la propria appartenenza territoriale o l’iscrizione ad un “campanile” piuttosto che ad altro succede il finimondo. Ipocrisia totale!
Tutti ricorderanno l’espressione del vicepresidente del Senato (non il capo della curva sud o della nord della Juventus, del Milan, del Napoli, del Palermo ecc), Roberto Calderoli: «quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango». Parole pronunciate dal palco della festa della Lega Nord di Treviglio, in provincia di Bergamo, in riferimento al ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge. Parte la solita sbobba di Giorgio Napolitano e la solidarietà espressa da qualche “onorevole”. Il tutto è finito a taralluccio e vino. Nessuna sanzione amministrativa per Calderoli, nessuna chiusura di qualche ufficio della Lega. Niente! Niente e niente!
Oggi, in realtà da qualche settimana, i giudici sportivi indossano i vestiti dei super difensori della “dignità civile e sportiva” e chiudono le curve degli stadi. Più che un paradosso è una barzelletta.
Il calcio moderno, fatto di pay tv e talk show televisivi, ha sposato, giustamente, diverse battaglie per migliorare la vivibilità degli stadi. Su tutti la lotta al razzismo. Fin qui tutto bene. “Gli ignoranti”, quelli che vanno allo stadio solo per fare “buuu“, il verso di un qualche animale non meglio definito, devono essere isolati, identificati e possibilmente puniti. Ma non solo negli stadi. Occorrerebbe iniziare dai piani alti, così come scritto nella ormai bistratta Costituzione italiana.
Ancora. Abbiamo “ospitato” un certo Pribke. L’assassino nazista che neanche in punto di morte ha chiesto scusa per i suoi omicidi. Vittime selezionate in base alla provenienza, alla sessualità, alla religione. Al militare tedesco ci è mancato poco che gli facevano il funerale di Stato con tanto di cerimonia ufficiale.
E adesso qualcuno vuole stonarci con sta storia dei cori che gli ultras intonano negli stadi macchiati di “discriminazione territoriale”? Per carità, smettetela con questa ipocrisia.
Lasciateli cantare

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