21 novembre 2013

Ambito Territoriale, si dedice il 14 dicembre Soluzione modello Fasano-Ostuni-Cisternino

La decisione sull'assetto della gestione associata va definita entro il 14 dicembre. La cassa del Piano Sociale di Zona potrebbe passare da San Marco in Lamis a San Giovanni Rotondo. Al Piano Sociale di Zona potrebbe essere legato anche il futuro dell'Amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo e di Rignano Garganico. Incombe lo spettro del commissariamento.
Ambito territoriale di San Marco in Lamis (Comuni compresi: San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Rigano Garganico e il capofila San Marco in Lamis), la dirigente regionale del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria, Anna Maria Candelarisponde al sindaco di San Giovanni Rotondo, Luigi Pompilio, circa la fattibilità tecnica e normativa di un eventuale cambio del Comune capofila.
«A questo riguardo ricorda che è vincolante per l'accesso anche ai fondi PAC, oltre che a quelli del Piano Sociale di Zona, che l'Ambito mantenga la gestione associata tra gli stessi Comuni facenti parte del Distretto Sociosanitario di San Marco in Lamis, ma è già accaduto, in altri Ambiti e negli anni passati, che il Coordinamento Istituzionale raggiungesse accordi differenti per il coordinamento tecnico e politico dell'Ambito, in relazione a diverse ragioni di opportunità. Può costituire, ad esempio, una buona mediazione quella di affidare ad un Comune, di norma il capofila già individuato in quanto sede del Distretto, il coordinamento politico e ad un altro Comune il coordinamento tecnico dell'ufficio di Piano e la titolarità del Fondo Unico di Ambito, da gestire per conto di enti terzi. È il caso dell'Ambito di Fasano-Ostuni-Cisternino. In alternativa l'Ambito territoriale può individuare un nuovo Comune per il coordinamento politico e tecnico: è il caso di Margherita di Savoia, il cui Coordinamento istituzionale ha recentemente deliberato di individuare in San Ferdinando il capofila istituzionale e tecnico. La decisione sull'assetto della gestione associata va definita entro il 14 dicembre, in funzione del rispetto dei requisiti di ammissibilità dei Piani di Intervento PAC (Piano di Azione e Coesione, ndr), e può essere assunta solo dai componenti il Coordinamento Istituzionale, tenendo conto delle condizioni politico-amministrative e contabili di tutte le altre Amministrazioni. Le due alternative vengono proposte esclusivamente per favorire una eventuale mediazione, perchè non passi che si intende espropriare il Comune capofila del suo ruolo, ma che è necessario mettere la gestione tecnica del Piano Sociale di Zona III triennio in mani di una Amministrazione che presenti le condizioni operative minime per far funzionare il PdZ e recuperare i gravi ritardi accumulati sin qui. Sarà poi compito di tutte le Amministrazioni pretendere e ottenere dal Comune di San Marco la definitiva chiarezza sui conti, il reintegro delle somme residue (cioè non oggetto di impegni giuridicamente vincolanti) del II triennio al fine di riutilizzarle nel nuovo ciclo di programmazione, e il pagamento di tutti i debiti non ancora liquidati nei confronti dei fornitori fino al 31 dicembre 2013, ivi inclusa la restituzione delle eventuali somme anticipate dagli altri Comuni, oltre la quota spettante di cofinanziamento». È quanto dichiarato dalla Candela nel corso dell'incontro tenutosi il 12 novembre negli uffici della Regione Puglia di Foggia che ha concluso «laddove in tempi brevissimi, il Coordinamento Istituzionale non dovesse addivenire a tutte le decisioni connesse alla approvazione dello schema di Convenzione per la Gestione Associata e alla approvazione del Regolamento per l'Ufficio di Piano, con connesso organigramma, e alla approvazione da parte del Comune capofila dello schema dell'Accordo di Programma tra ASL e Comuni per le cure domiciliari, la Regione dovrebbe intervenire per il commissariamento di tutti i Comuni per l'individuazione del comune capofila e l'approvazione di tutti gli atti connessi agli adempimenti essenziali. Il timore è che, tuttavia, ai fini del PAC non vi siano i tempi necessari e questo comprometterebbe l'accesso da parte dell'Ambito alle risorse del primo riparto».
Resta da capire quali siano le intenzione dei quattro Comuni che fanno parte dell'Ambito. Da prime indiscrezioni, Angelo Cera (l'ex sindaco di San Marco in Lamis) non sarebbe per nulla intenzionato ad accettare soluzioni diverse da quella di preservare lo status quo dell'Ambito Territoriale. Intenzione, quella di Cera, che non sembrerebbe pienamente sposata dai gruppi consiliari dell'Udc dei Comuni di San Giovanni Rotondo e Rignano Garganico. La linea del segretario provinciale dell'Udc, Cera, potrebbe però trovare forza nei primi cittadini, suoi ex colleghi, dei quattro Comuni: Pompilio (San Giovanni Rotondo), Di Carlo (Rignano Garganico) e Gualano (San Nicandro Garganico). Entro il 14 dicembre dovranno scegliere se sostenere la causa di Cera, a costo di mettere a rischio anche i propri governi cittadini (vedi San Giovanni e Rignano), o tentare la strada della soluzione adottata negli Ambiti di Fasano e Margherita di Savoia.
L'ultima tappa del "calvario" del Piano Sociale di Zona potrebbe essere il commissariamento.
Michele Gemma
ilfattodelgargano.it

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