17 ottobre 2013

Servizi Sociali, San Giovanni adesso ci prova

Il Comune di San Pio vuole “accaparrarsi” la cassa. Ed Elena Gentile invia l’ultimatum a San Marco. Anche l’endorsement di Angelo Cera ormai ne è convinto: la “caccia alle streghe” contro l’Ufficio di Piano dei Servizi Sociali “probabilmente è stato un errore che pagheremo a caro prezzo. Anche se le valutazioni – dicono – vanno fatte alla fine”. E l’ammanco di cassa di 5 milioni di euro ha poi fatto il resto, tanto da causare una crisi di nervi nei comuni dell’Ambito Territoriale che vede San Marco in Lamis comune capofila.
L’unica soluzione per fare uscire la questione dal pantano è spostare la cassa, e quindi l’Ufficio di Piano, a San Giovanni Rotondo. A chiederlo è l’assessore Michele Di Maggio, delegato ai Servizi Sociali del comune di San Pio, ormai stanco dei continui rinvii di Raffaele Fino, “che danneggiano anche gli altri comuni”. Il vicesindaco di San Marco in Lamis, in una riunione dei Sindaci dell’Ambito tenutasi qualche giorno fa, avrebbe promesso lo sblocco delle somme necessarie per dare il via ad alcuni progetti attesi da tempo.
Di Maggio (ex Udc ma da tempo marchiato Udcap), non ne fa una questione politica né tantomeno di campanile, e questa volta, forte del consenso dei consiglieri comunali dell’UDC (“le necessità dei più bisognosi non hanno colore politico”) ha mosso i primi passi per “accaparrarsi” la cassa “perché è impensabile – ha sostenuto Di Maggio – lasciare nelle mani di San Marco il terzo Piano di Zona se non si è riusciti a portare a termine i progetti contenuti nel secondo”.
E a dar manforte alle tesi di Di Maggio ci ha pensato la dott.ssa Viviana Saponiere, delegata ai Servizi Sociali di Rignano Garganico, che in una riunione del coordinamento di ieri ha verbalizzato la sua richiesta, ossia “di una seria e attenta valutazione circa lo spostamento della cassa  e del comune capofila verso il Comune di San Giovanni Rotondo. Poiché, finora – spiega Saponiere – non è stato erogato nessun servizio per gli utenti a causa dello stallo del comune capofila. Un rilancio dell’Ufficio di Piano – argomenta – si può avere solamente spostando la regia verso un comune che abbia più capacita economica”.
Una situazione non più tollerabile, per la collaboratrice di Vito Di Carlo, dopo aver visto da vicino per oltre un anno e mezzo la realtà dell’Ambito Territoriale che giace in una condizione veramente disastrosa. “Per quanto San Marco garantisca che i fondi sono bloccati all’Ufficio, questo ormai non viene più considerata una certezza. L’unica certezza è che mancano 5 milioni di euro” ormai certificati anche dalla Regione Puglia. E proprio per questo pesante rilievo, messo nero su bianco dall’assessorato regionale al Welfare guidato da Elena Gentile, che alcuni servizi non potranno più essere attivati. A danno dei cittadini dei quattro comuni beffati dagli alchimisti contabili sammarchesi.
Anche Saponiere lo ribadisce con forza: “non è una questione politica ma – tale posizione, evidenzia – è dettata esclusivamente per garantire tutte quelle agevolazioni nei confronti dei più deboli, della povera gente, degli anziani, che l’Ufficio di Piano è chiamato ad erogare”.
Di questo si parlerà nella prossima Conferenza di Servizi cui parteciperanno nuovamente i quattro sindaci dei Comuni interessati. E dove ancora una volta Raffaele Fino potrebbe implorare la grazia affinché la cassa resti a San Marco. Altrimenti “valuteremo il da farsi”. Un fallimento in piena regola. E non solo sotto l’aspetto economico. Ma Raffaele Fino – anche lui raggiunto al telefono da sanmarcoinlamis.eu – preferisce mantenere un profilo basso e defilato, forse proprio per non compromettere ulteriormente la situazione: “Mi affido al senso di responsabilità dei rappresentanti del territorio, perché altrimenti sarebbe una ferita che alla lunga ricadrebbe anche nei buoni rapporti fra i comuni interessati”.
Intanto “da qualche ora – rende noto Angelo Cera in un comunicato stampa appena arrivato in redazione – con una lettera inviata ai comuni dell’Ambito, l’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Puglia, ha confermato la “distrazione” dei fondi perpetrata ai danni del Piano Sociale di Zona, invitando, tra l’altro, a ripristinare la cassa per non bloccare ulteriori incentivi destinati alle politiche sociali . Per la gestione errata dei soldi destinati al sociale, situazione creata dall’ex amministrazione Lombardi, potrebbero rimanere al palo i comuni di San Giovanni Rotondo, Sannicandro G.co e Rignano G.co, oltre ovviamente a San Marco in Lamis – afferma Cera. “Cinque milioni di euro distratti dal Piano Sociale di Zona e usati come una sorta di bancomat. Un’azione che sta mettendo a dura prova gli equilibri economici e finanziari dell’Ente e che rischia di farlo scivolare nel baratro della bancarotta. Fin dal mio insediamento a Sindaco della Città, ho subito denunciato, agli Organi Competenti, la situazione in cui versavano le casse dell’Ambito e del Comune. Difatti ci siamo subito preoccupati di ripristinare parte del fondo dell’Ambito Sociale di Zona, con quelle poche entrate, che un Comune come San Marco può avere. Credo, tra l’altro, che l’azione di ripristino stia continuando anche ora!”. E conclude: “Mi auguro, dopo la Corte dei Conti e la Regione Puglia, che gli Organi Competenti come la Magistratura, la Guardia di Finanza e i Carabinieri, giungano subito ad una conclusione, facendo venire tutti i nodi al pettine e individuando i responsabili. Non è giusto che altre amministrazioni e i cittadini, debbano pagare per gli errori altrui”.

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