18 ottobre 2013

NON SARO’ LORO COMPLICE

Cari amici,
le ultime notizie che mi giungono prevedono grossi tagli per i disabili in arrivo sulla legge di stabilità.
E’ intollerabile e inaccettabile!
Ieri sera, il Ministro Lorenzin, in un incontro con la Commissione Affari Sociali e Sanità, ci ha garantito, a noi parlamentari, che neanche un euro sarebbe mancato sulla spesa sanitaria. Non riesco a capire che sta succedendo. La legge è ancora al vaglio del Governo e nessuno di noi parlamentari ne ha copia, ma mi sto preoccupando a seguito delle dichiarazioni del responsabile nazionale del Sociale per il PD, Cecilia Carmassi, che vado qui ad allegarvi:
(DIRE) Roma, 17 ott. – “Credevamo fosse un falso allarme, ma se il governo pensa di fare cassa sui disabili ha proprio sbagliato mira. La scelta e’ sinceramente incomprensibile: l’indennita’ di accompagnamento e’ l’unica misura universale che lo Stato garantisce a persone non autosufficienti e che necessitano di assistenza continuativa”. Lo dice Cecilia Carmassi, responsabile Lavoro e Politiche Sociali del Pd, che prosegue: “Questo non copre nemmeno un quarto delle spese che le famiglie devono affrontare per assicurare l’assistenza e cio’ equivale a dire che, gia’ ora, i familiari compartecipano alla spesa per almeno tre quarti della stessa. È l’unico livello essenziale dedicato alla disabilita’ grave e in nessuno dei grandi Paesi europei analoghe misure sono sottoposte a soglie di reddito. Il governo quando ha proposto il nuovo ISEE, che contabilizza anche queste provvidenze, aveva garantito che non avrebbe esteso il campo di applicazione. Oggi pare voglia venir meno alla parola data. Non si comprende, inoltre, perche’ una persona con disabilita’ debba considerarsi ricca gia’ a partire da un reddito di sessantamila euro, mentre un pensionato d’oro e in piena salute non possa essere chiamato a contribuire al di sotto dei centomila”. Per il Pd “sono misure inaccettabili e incomprensibili per le quali chiediamo al governo di fare marcia indietro: si abbia il coraggio, al contrario, di investire sull’emersione del lavoro nero che riguarda assistenza e cura, prevedendo detrazioni sostanziali almeno nei casi di non autosufficienza o disabilita’ grave, per chi assume un assistente o acquista ore di assistenza domiciliari. Scopriremo un bacino occupazionale importante oltre al sollievo per le molte famiglie, troppo sole di fronte al dramma”.
Questa volta, se così è, non la passeranno liscia, nè i miei amici, nè tanto meno i miei nemici del Governo.
Comincerò uno sciopero della fame che dovrà essere una battaglia garante del rispetto dei diritti umani. La sottosegretaria Guerra aveva assicurato che il calcolo ISEE per i disabili non avrebbe fatto figli e figliastri, ma se vengono messe in discussione le indennità di accompagnamento, che non garantiscono a nessun diversamente abile la propria sopravvivenza, sono costretta a fare una lotta senza tregua, non sarò loro complice.
Se lo sciopero della fame non bastasse sono pronta a dimettermi, ma non tollero e non farò parte di un gioco al macello.
Spero di sbagliarmi, ma non vorrei che ci facessero un tranello utilizzando la differenza tra welfare e sanità, visto che fino ad ora gli è sempre stato più facile considerarci “malati” piuttosto che persone con difficoltà.
Pubblicherò a breve in questa sezione la mia dichiarazioni pubblica che ho rilasciato alle agenzie stampa.

Ileana Argentin

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