2 ottobre 2013

Fine Col-Letta, Berlusconi animale politico

Berlusconi è “un animale politico” di razza! La prova, qualora ce ne fosse ancora bisogno, è arrivata a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica italiana: «voteremo la fiducia al governo Letta». Una mossa, checché se ne dica, che ha spiazzato tutti. Compresi quei cervelloni che, da anni, leccano il deretano berlusconiano per una esistenza personale migliore.
Berlusconi
Il capo di Forza Italia li ha sbugiardati tutti. Compreso se stesso. Da giorni i “fedayn azzurri”, su indicazione del patron dell’ormai defunto Pdl, con dichiarazioni “ferro e fuoco” annunciavano la fine della legislatura. Al massimo il voto sulla Legge di Stabilità. L’intervento di Sandro Bondi, fedelissimo di Silvio, di questa mattina tracciava la strada della distruzione di Letta in maniera inequivocabile. L’ex ministro dei Beni culturali aveva chiaramente espresso il più totale disprezzo verso la continuità di governo. Game Over.
I 23-25 senatori scissionisti del Pdl, facenti capo ad Angelino Alfano (squalo travestito da delfino), nel corso del dibattito in aula avevano fatto capire che facevano sul serio. Avevano deciso che, a prescindere dalla volontà del boss, il governo Letta doveva andare avanti. Tanto sul serio che avevano persino raccolto le firme, come confermato da Roberto Formigoni che aveva anche annunciato la creazione di un nuovo gruppo al Senato (I Popolari). Notizia poi smentita dallo stesso senatore dopo che ha saputo che il simbolo del Popolo delle Libertà è proprietà di Alfano. Quindi erano altri a dover cercare un’altra casa. Il Pdl, paradossalmente, restava rappresentato dai 25 scissionisti.
I numeri per andare avanti “Col-Letta” (Col è l’abbreviazione di Colle, dunque Giorgio Napolitano) li aveva messi in cassaforte. Una nuova  maggioranza per un nuovo governo. Senza più Berlusconi, con tutti i guai giudiziari, tra le balle.
Invece no! Il Cavaliere, con un colpo di coda (forse l’ultimo), ha spiazzato tutti. Decide di votare la fiducia e di restare tra le balle degli scissionisti e del centrosinistra. In altri termini conterà ancora. Sempre che l’ennesimo cambio di programma berlusconiano non sia stato barattato con talune “garanzie” giudiziarie. In tal caso saremmo davvero di fronte ad una alienazione completa della democrazia e della Giustizia.
Il cambio di pensiero avuto dal Cav in merito alla fiducia sortirà un ulteriore effetto tutto interno alla maggioranza di governo (Pd-Pdl-Scelta Civica/Udc): ci saranno quelli che diranno va bene così e quelli, ad esempio Franceschini, che vorranno una maggioranza senza Berlusconi ma con i 25 scissionisti che hanno tradito Silvio.
Per Berlusconi la giornata di oggi non è stato tempo perso (il titolo di Mediaset in borsa è in salita +1,50), è stata l’occasione giusta per capire, una volte per tutte con tanto di nero su bianco, chi è con lui e chi è contro di lui.
Il conto sarà presto presentato alla Cassa Italia.

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